Storie e tradizioni tra le antiche mura

Il castello sorge su un poggio, a circa 200 metri sul livello del mare, un tempo immerso in un fitto bosco. Le sue mura rimasero per secoli circondate dalla macchia verde, accessibili solo tramite viottoli mal tenuti. Nelle zone collinari vicine si praticava un’agricoltura limitata ad alcune varietà, mentre la pianura, paludosa e destinata al pascolo, rimase incolta per lungo tempo. I pochi abitanti di Ravi vivevano in una comunità isolata e autosufficiente, minacciata da animali selvatici e priva di comodità: coltivavano piccoli orti e producevano da sé ogni bene necessario, ricavando persino la farina pestando il grano in rudimentali mortai. Scopri cosa rende questo borgo unico!

Lo Stemma di Ravi

Dopo il 1100 circa nacque l'era comunale e molte comunità grandi o piccole si adeguarono a questo nuovo istituto, anche Ravi fu Comune. Lo stemma del Comune di Ravi era uno Scudo con al centro un Torrione con porta e un colonnino con campana. In araldica, il “rosso” indica principalmente: Coraggio, Forza, Virtù cavalleresche come l’audacia e la generosità. Il verde, spesso usato per raffigurare feudi rurali o territori boschivi, rappresenta la collina dove si erge. Torrione e campanile insieme rappresentano difesa e indipendenza del Comune cosi come l’unità del popolo che si raccoglie al suono delle campane.

La battaglia di Ravi, anche detta "delle donne"

Nel 1553, il castello di Ravi, piccola fortificazione del dominio senese, fu assalito da gruppi provenienti da Scarlino e Sovana. All’interno si trovavano solo dieci uomini e venti donne, che suonarono la campana a martello per chiedere aiuto e si difesero con coraggio. Dopo aver ucciso il primo nemico salito sulle mura e altri diciassette assalitori, arrivarono in soccorso gli uomini di Gavorrano, che sconfissero gli aggressori, uccidendone quaranta e catturandone cinquanta. Due giorni dopo, l’insegna del nemico fu portata a Siena, e chi l’aveva conquistata ricevette una ricompensa, insieme alle donne che avevano combattuto.

Da quel momento le donne di Ravi furono trattate con maggior rispetto dai loro uomini....

Casa Marrini

Casa Marrini porta il nome del suo ultimo proprietario. ​ La pianta di Casa Marrini mostra una struttura caratteristica. La forma della pianta è leggermente trapezoidale a causa della curvatura della cinta muraria. ​ Il fabbricato è diviso da una parete interna posta di traverso alla cinta muraria. ​Davanti alla facciata sud si trovano dei fabbricati aggiuntivi usati come scale e piccole cantine. ​Nella parte est troviamo, accostato alla casa, un alto fabbricato ad uso di abitazione, che insieme a Casa Marrini copre la cinta muraria, la quale esiste solo nei piani inferiori. ​ Il percorso della cinta muraria è stato ricostruito. La parte superiore della cinta muraria è stata probabilmente distrutta e il suo materiale reimpiegato. ​

Casa Vecchia

La sua costruzione originaria, mantenuta ancora nella facciata e nel lato con frontone a ovest, sembra la più antica del Castello di Ravi. ​La muratura consiste in grandi conci di arenaria squadrati, lavorati da scalpellini i cui spigoli sono ora arrotondati e disgregati. ​Oggi si trovano quattro finestre con aperture rettangolari sulla facciata. ​ Le finestre preesistenti, anche la bifora più in alto, sono state chiuse e di esse si riconoscono ancora gli archi ribassati. ​Una finestra in pietra, con arco a tutto sesto, si trova sopra il lato con frontone a ovest. ​Dalla parte della strada non si intravede. ​Questa finestra è l'unica originaria. Con uno spessore di circa 1,20 m risultano quelli più grossi trovati a Ravi.

La tradizione popolare ha individuato in una pietra d’angolo vicino alla porta della cantina, la cote utilizzata dagli armigeri per affilare le spade. In effetti si nota un incavo pronunciato forse creato dall’affilatura delle lame e delle righe verticali createsi per lo sfregamento delle punte delle spade.

 

Nella parte inferiore si riconosce una muratura che è costituita da piccole pietre grezze, irregolari. Si tratta dello zoccolo del muro, originariamente sotto il livello stradale che si trovava in una posizione più elevata. Per motivi di sicurezza nelle vicinanze della porta il passaggio era più ripido e provvisto di scalini.

La cinta muraria

Qui si conserva un tratto della cinta muraria originale, visibile soprattutto nella facciata a nord della casa. L’intonaco spesso ha cancellato molte tracce delle condizioni originarie, ma una mensola sporgente testimonia l’antica presenza di merli e arcate, indicando anche l’altezza autentica del muro. Resti di altre pietre, forse mensole abbattute, suggeriscono lo storico cammino di ronda, che doveva essere più ampio dello spessore del muro. La mensola mostra che la cinta del castello di Ravi seguiva un tipo di costruzione complesso e decorativo, simile a esempi di altre città medievali come Gavorrano e Lucca.

Le informazioni storiche inserite in questa pagina sono state tratte dalla pubblicazione "Castello di Ravi - Studi storici" curato da Betty H. Muller und Peter Berg (1995-1996).

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